Oltre il Paese dei Balocchi 2.0

 

 

THE GREAT ESCAPE

 

 

di Francesco Cinquetti

 

 

Abbandonare la retorica del muro contro muro ed arrendersi all'evidenza: di primaria importanza è trovare un terreno comune ed interdisciplinare tra i rappresentanti delle agenzie educative e quelli del mercato della finanza e della comunicazione, con lo scopo di perseguire insieme un cammino finalizzato all'umanizzazione del mondo postmoderno e alla riscoperta di un'etica liberatrice.

 

 

“Vivi l'esperienza”; “Vivi l'emozione”; “Fai tutto quello che vuoi”; “Tu hai il potere”; “Ogni attimo è indimenticabile”; “Rendi straordinaria ogni tua esperienza”; “Tu puoi permettertelo”; “Puoi raggiungere qualsiasi risultato”: queste sono solo alcune delle frasi che ascoltiamo ogni giorno dai media.

 

Tra visioni di assorbenti sempre più invisibili, yogurt che aiutano l'ormai tanto difficile e rara operazione della defecazione, ecco apparire solitarie macchine, che sfrecciano senza meta, lungo larghe strade metafisiche. Macchine che, ricordiamo, devono obbligatoriamente essere guidate da uomini alla moda e sicuri nel caso di SUV, oppure ragazze moderne appena uscite dall'estetista o dalla palestra, nel caso in cui la vettura da esaltare fosse un’utilitaria (la casalinga è ultimamente poco citata). Non si dimentichi infine dei telefonini - pardon: smartphone - autentici talismani postmoderni, essenziali per il trastullo degli infanti e la masturbazione narcisistica degli adulti.

Infine le simpatiche pubblicità dei siti internet che permettono di trovare alberghi e organizzare viaggi sempre più economici, verso città che devono essere visitate, perché in realtà non c'è nessun motivo di visitarle, ma l'offerta era imperdibile. Non importa, tanto si compra lo smartphone, così si possono fare un sacco di autoscatti ammiccanti, con dietro tramonti o locali alla moda.

Esperienze uniche, magiche, irripetibili, da condividere, rivivere, possedere rigorosamente su internet, mai inter nos.

 

 

La finalità di questo delirante ed artificiale linguaggio - per chi scrive: forma di comunicazione - si può sintetizzare nel raggiungimento di due parole: libertà e soldi. Assi cartesiani e valoriali che delimitano il nuovo perimetro della terra emersa. Tutto ciò che si trova al di fuori è terra incognita, da tenere nascosta ai più, pena una possibile diminuzione dei consumi, degli acquisti, dei debiti, che, come le moderne menzogne dicono, fanno girare il mondo: “Venghino signori venghino: abbiamo aperto il paese dei Balocchi 2.0”; “Sign-In / Log-In”; “Sei un robot?”; “Se sei un robot non ti vogliamo perché non hai la Credit Card”.

 

In questi giorni si è riflettuto sul fatto di cronaca nera successo nel Ferrarese: due adolescenti che uccidono i genitori di uno di questi; leggendo le testimonianze dei resoconti giornalistici si capisce che alla base di questo terribile atto criminoso c'è la ricerca, lo spasmodico tentativo di raggiungere l'Heaven Gate di questi due simboli significanti. Uno di loro, il figlio, ricercava la libertà che identificava con la possibilità di fare quello che voleva, senza regole. L'altro, quello che ha commesso materialmente l'omicidio, cercava i soldi per potersi comprare telefonini, per farsi gli autoscatti con addosso i vestiti di tendenza da acquistare nelle catene in franchising, che offrono lavoro mal pagato, flessibile e precario ad altri giovani, che vivono alla ricerca di altri telefonini e vestiti. Il suo tariffario era tra l'altro molto conveniente: euro 500 a persona, servizio a domicilio con modico anticipo di euro 85. Euro 500: questo è il valore della vita di una persona, questa è la somma che consente di vivere veramente, partecipando attivamente al circo del Paese dei Balocchi 2.0.

 

Nell'attesa di leggere e audio vedere gli interventi di azzimati psico-socio-criminologi muniti di plastici, sorbirsi varie prediche moralistiche che ricordano il definitivo fallimento dei sistemi educativi: Dio, Patria, Famiglia; prima di sentire le frasi: “Ah signora mia, ma che cosa li mandiamo a fare a scuola i nostri figli, tanto vale chiuderle”; “Ah sì, quando c'era lui i treni arrivavano in orario”  questa volta vorrei si permetta di partire all'attacco, esprimendo il personale J'accuse, diretto anche contro quelle persone che si ritengono complici e mandanti di questa tragedia. Sono quelle persone che lavorano nelle società di marketing e che producono pubblicità sempre più patetiche, invadenti ed invasive; gli psicologi da salotto televisivo ed i divi counselor in grado di neuro-riprogrammare il cervello. Quelle che non dormono la notte per soddisfare i nuovi bisogni esistenziali per mezzo di nuove applicazioni telefoniche o che pensano che creare una Start-Up sia l'unico mezzo per raggiungere il postmoderno paradiso della celebrità e del riconoscimento sociale, e coloro che si iscrivono alle facoltà universitarie come scienza della comunicazione, marketing management, scienza della pubblicità progresso, e simili. A tutte queste persone si porga la mano e si proponga loro una collaborazione, volta a ridefinire un nuovo modo di comunicare, un nuovo modo per esprimere i valori e fare diventare gli attuali mezzi di comunicazione e socializzazione autentica formazione, in linea con i messaggi che gli educatori e i formatori della futura società si sforzano tutti i giorni di trasmettere ai ragazzi. Si lavori insieme per costruire un proficuo dialogo e per evitare che altri giovani diventino vittime dell'oppressione disumanizzante.

 

Questa sera, mentre si sarà impegnati con il rituale happy hour, tra uno spritz e una tartina al tonno e una birra media o un salutare humus di ceci, si trovino pochi minuti per riflettere su quanto sopra riportato. Si cerchi innanzitutto il confronto, per rendere questo mondo migliore.

Come diceva una canzone: if you tolerate this, then your children will be next.

 

Illustrazione di Steve Cutts